#uffizifashion
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#UffiziFashion.
Italy vs Spain. Who wins? Italian Lucrezia or Spanish Eleanor?  Whom do you prefer? 
Here Bronzino portrayed two women that unveil two different ways to be a first lady!
Lucrezia #Pucci, whose family name echoes a world-renowned fashion brand from Florence, is the bride of wealthy Florentine merchant Bartolomeo Panciatichi. In the 1541 portrait she wears a sumptuous plain red dress in silk with large puff sleeves. “Amour dure sans fin” (“Love lasts forever”) has been etched on black enamel on her necklace. It has to be read in circle as a sort of perpetual pledge of love. Realized in precious silk brocade, the dress of #Cosimo de’Medici’s wife #EleanorofToledo is a piece of #hautecouture realized in 1545 by the #Silk Guild, a flagship for the #MadeinFlorence. The Spanish-like dress’s stiffness hints at the ruling fashion during Charles V’s reign. Diamonds have always been a girl’s best friends, and Eleanor shows an extraordinary oversize one, perhaps a wedding gift from her husband.
I T A: Italia/Spagna chi vince? Chi preferite fra l’italiana Lucrezia e la spagnola Eleonora? Nell’atelier del #Bronzino due ritratti muliebri svelano due differenti modi di essere donna.
In attesa di scoprire la nuova mostra che inaugurerà domani #12giugno al #MuseodellaModaedelCostume in collaborazione con #PittiImmagine, torniamo quindi a parlare di moda…a modo nostro ;)
Lucrezia Pucci, nel cui cognome risuona quello di una storica maison di moda fiorentina, è la giovane sposa del ricchissimo mercante Bartolomeo Panciatichi. Nel ritratto (1541) indossa un magnifico abito di seta rosso, a tinta unita, con maniche a sbuffo. Porta con sé un collier con un’incisione a smalto e la scritta “Amore senza fine” da leggersi in modo circolare come un’infinita promessa. L’abito di Eleonora (1545) in pregiato broccato di seta è un autentico pezzo di haute couture, quasi uno spot dell’eccellenza della manifattura fiorentina. La rigidità del costume alla spagnola dichiara la moda imperante sotto Carlo V. Si sa! I diamanti sono da sempre i miglior amici delle donne, Eleonora ne mostra uno di dimensioni straordinarie, forse dono di nozze del marito, il grande Cosimo de’Medici.
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#uffizifashion . Italy vs Spain. Who wins? Italian Lucrezia or Spanish Eleanor? Whom do you prefer? Here Bronzino portrayed two women that unveil two different ways to be a first lady! Lucrezia #pucci , whose family name echoes a world-renowned fash

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@braembrus @dottorpucci

@miki_luc69 Eleonora forever!

#genioitaliano Se esiste oggi un #MadeinItaly e una moda italiana conosciuta in tutto il mondo, il merito è tutto di una donna. In pochi conoscono il nome di Rosa #Genoni (1867–1954). Attivista, femminista, creatrice di moda: a lei si deve la genesi della futura moda italiana.
L’ industria di moda della nascente Italia unita si costituì in una prima fase su imitazione di modelli francesi dei più famosi atelier parigini: Paquin, Worth, Callot etc. Ma si sa, gli italiani fanno da sempre a modo/a loro.
Ecco strutturarsi un modo tutto italiano: un sistema di maestranze ed eccellenze, all’origine di quel Prêt-à-porter che diventerà la forza del Made in Italy.
«Il nostro patrimonio artistico potrebbe servire di modello alle nuove forme di vesti e di acconciature […] Come mai nel nostro paese da più di trent'anni assurto a regime di libertà, in questo rinnovellarsi di vita industriale ed artistica, come mai una moda italiana non esiste ancora?». E sono proprio i #ramages della #Primavera di #Botticelli a ispirare l’abito in seta, con ricami floreali di perline, canutiglia e paillettes firmato Genoni, vincitore dell'Expo di Milano del 1906. Oggi a #PalazzoPitti.
E N G: If today MadeinItaly exists and Italian fashion is known all over the world, it is mostly because of a woman. Few know the name of Rosa Genoni (1867-1954). Activist, feminist, fashion designer: we owe her the genesis of #italianfashion.
Italian fashion industry initially rose in imitation of the French models from the most famous houses of Paris: Paquin, Worth, Callot etc. But soon a new all-Italian way was going to rise: a fashion made up by skillful craftsmanship and masters at the origin of that Prêt-à-porter destined to become the strength of Made in Italy.
Our artistic heritage could work as a model for new clothes and hairstyles [...] How comes after more than 30 years that Italy has been free, in this rebirth of industrial and artistic life, how comes Italian fashion doesn't exist yet?”. And it is indeed Botticelli’s Spring’s ramages that inspire the silk dress with floral embroidery of pearls and glass beads, by Genoni, winner of the Expo 1906 Milan. #uffizifashion #pittipalace #5WomenArtists
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#genioitaliano Se esiste oggi un #madeinitaly e una moda italiana conosciuta in tutto il mondo, il merito è tutto di una donna. In pochi conoscono il nome di Rosa #genoni (1867–1954). Attivista, femminista, creatrice di moda: a lei si deve la genesi

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@annemarie_jordan Fantastic story! Thank you

@fairyhousebook so beautiful!!

#uffizifashion No artist is better than #Botticelli as an #Instagram #influencer.
#Spring 1482 - the First of all Springs.
Fashion has always followed a seasonal cycle made up of Fall/Winter and Spring/Summer collections that fashion designers create every year. There is no designer in the world who has not immediately thought of Sandro Botticelli's Allegory of Spring in imagining her or his Spring/Summer collection. A painting rich in inspiration, a sort of Jungian archetype. A real anthology of images - from the Greek ἀνθολογία, namely, collection of flowers. Almost 200 flowers in fact bloom in the painting as they were an embroidery on the thick ramages of Flora’s dress: roses, carnations, cornflowers. It's the season of lightness with the nude look of the three Graces, dressed in nothing but a voile of silk gauze that frees their bodies in a dance of subtle transparencies. And besides, hairstyles, crowns and flower necklaces. Venus’s dress recalls the Empire style while Mercury’s winged shoes keep on inspiring visionary fashion shoes still today!
I T A: Non c’è artista più influencer di Botticelli su tutto instagram!
#Primavera 1482 - la Prima di tutte le Primavere.
La Moda segue da sempre un ciclo stagionale con le collezioni Autunno/Inverno e Primavera/Estate, proposte dai creatori di moda. Impossibile non pensare all’Allegoria della Primavera di Sandro Botticelli prima di immaginare una collezione Primavera/Estate. Un dipinto ricchissimo di ispirazioni, una sorta di archetipo junghiano. Una vera e propria “antologia” di immagini -dal greco ἀνϑολογία, appunto «raccolta di fiori» (comp. di ἄνϑος «fiore» e λογία, dal verbo λέγω, raccogliere nel senso di scegliere). Quasi 200 fiori in tutto il dipinto che sbocciano come ricami nei fitti ramages delle vesti di Flora: rose, garofani, fiordalisi. È la stagione della leggerezza con il #nudelook delle tre Grazie, vestite di niente, con un voile di garza di seta che libera il corpo in una danza di sottili trasparenze. E ancora le acconciature dei capelli, le corone e le collane di fiori. Lo stile già Impero dell’abito di Venere o i calzari alati di Mercurio, da sempre ispirazione di calzature visionarie!
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#uffizifashion No artist is better than #botticelli as an #instagram #influencer . #spring 1482 - the First of all Springs. Fashion has always followed a seasonal cycle made up of Fall/Winter and Spring/Summer collections that fashion designers create

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@donna.sani.sue Botticelli tribute

@cdaoui أحب كثيرا هذا ألنوع من ألنساء❤️

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”. (Antoine de Saint-Exupéry)
Il nostro piccolo principe, Francesco di Ferdinando I de’ Medici (1594-1627), quarto figlio di Ferdinando I de Medici e Cristina di Lorena, è vestito con un’ungherina. Un abito tipico della prima infanzia, di foggia ungherese, che grazie all’apertura sul davanti permetteva alle balie di cambiare il bambino in velocità e consentiva ai bambini stessi di muoversi agilmente.
Questa variante in velluto porpora è chiusa da una fila di alamari sul davanti, con guarnizioni e bottoni d’oro. Le maniche decorative sono mutuate dall’abbigliamento islamico, la gorgiera e i polsini di merletto sono lavorate a fusello. Le scarpine sembrano guanti con fiocchi di raso di seta. Anche il Piccolo Principe di Tiberio Titi (1597), come quello di A. de Saint-Exupéry (1943) ha il suo fiore 🥀e il suo piccolo pianeta- una piccola sfera di cristallo appoggiata al tavolo di porpora.
“Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste solo un esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda”.
ENG: “All adults have been children once. But few of them remember it”. #UffiziFashion 
Fourth son of Ferdinando I de’ Medici and Christina of Lorraine, our little princeFrancesco di Ferdinando I de' #IMedici (1594-1627) is dressed in a “ungarina”- a sort of transition dress, usually worn by boys between two and four. It allowed nurses to rapidly change their babies thanks to the opening at the front, which also let children move more easily.
This purple velvet model is closed by a row of frogs on the front, with trimmings and gold buttons. The decorative sleeves are borrowed from Islamic clothing, the ruff and lace cuffs are in bobbin lace. The shoes look like gloves with silk satin bows. Also the Little Prince of Tiberio Titi (1597), like the one of A. de Saint-Exupéry (1943) has his own flower 🥀and his small planet- a small crystal sphere placed on the purple table.
If someone loves a flower, of which there is only one specimen in millions and millions of stars, this is enough to make him happy when he looks at it”.
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“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”. (Antoine de Saint-Exupéry) Il nostro piccolo principe, Francesco di Ferdinando I de’ Medici (1594-1627), quarto figlio di Ferdinando I de Medici e Cristina di Lorena, è

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@mariellatognetti La Presentazione dell'opera va ben oltre un semplice commento descrittivo! I riferimenti a de Saint- Exupery danno un tocco prezioso e magico al Principino di T.Titi. Bellissimo. In ogni dettaglio.

@mariellatognetti @adelebarbetta ...😍

PrimoConti, #GAM, Ritratto di Lyung-Yuk, 1924
Quando il giovanissimo #PrimoConti, poco più che ventenne, si reca dalla sua amante olandese, una ricca donna più grande di lui, che aveva vissuto a lungo a Shanghai, a sorpresa ad aprirgli la porta si trova la domestica di lei, Lyung-Yuk, vestita con un magnifico abito imperiale fattole indossare per “gioco” dalla sua padrona di casa.
Un’apparizione divina: una Maestà d’Oriente! L’idea di un ritratto è immediata davanti a “quel monumento di stoffe e di fuochi in forma di piramide”. Primo Conti mette in scena differenti linguaggi espressivi, puntando lo sguardo alle volumetrie dei Maestri “Primitivi”, nel dettaglio delle ginocchia che ricorda la Maestà di #Giotto, con il feroce impatto cromatico dei Fauves, insieme alla lezione di Cezanne.
L’effetto scenografico è straordinario: un’esplosione di fiori ricamati, sfumati ad arte su un fondo di seta verde giada.
L’#outfit della signora olandese per Lyung, con un #makeup dominato dal rosso #Cina, si arricchisce di una parure di gioielli etnici: souvenir di viaggio di mondi sconosciuti, quando spostarsi oltre le Indie, nei primi del ‘900, era consuetudine di “pochi”.
E N G: #uffizifashion A very young Conti, in his early twenties, went to visit his older and affluent Dutch lover who had been living for long time in Shanghai. Surprisingly, on the doorstep of the house, the artist met her servant Lyung-Yuk, dressed in a gorgeous traditional Imperial Qipao belonging to her landlady, who let her wear it for fun. A divine apparition: an Oriental Majesty! By that vision the idea of a portrait immediately came to his mind. The artist experiments different languages, focusing on volumes like the Italian Primitives. The details of the knees are reminiscent of Giotto’s Madonna with the deep impact of Fauvist colours and Cezanne’s influence. The scenic effect is extraordinary: an explosion of flowers on a sumptuous jade green silk dress. #China red is the make-up's base. The outfit created by the Dutch lady for Lyung-Yuk is enriched with a set of ethnic jewels, memories of journeys through exotic worlds at a time when travelling beyond the Indies was at hand of very few people.
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PrimoConti, #gam , Ritratto di Lyung-Yuk, 1924 Quando il giovanissimo #primoconti , poco più che ventenne, si reca dalla sua amante olandese, una ricca donna più grande di lui, che aveva vissuto a lungo a Shanghai, a sorpresa ad aprirgli la porta si tr

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@gotlandica 👍👏🙏❤️🐱

@dakacanarias 👏👏👏❤️😍

Vittoria della Rovere, Scuola fiorentina, 1624, #uffizifashion ...kids!
La chiamavano la ‘sposina’! Scorrazzare per i verdi prati di #Boboli con il fedele cagnolino non sarebbe stato facile per #VittoriadellaRovere. Con il suo abito di ermellino e i suoi cinque giri di perle al collo, la piccola Vittoria porta con sé tutto il suo peso dinastico. Ultima erede del ducato dei Montefeltro, all’età di tre anni era già promessa sposa al cugino Ferdinando II de’ #Medici. La sua favolosa dote nuziale comprendeva capolavori arrivati a #Firenze nel 1631 dal Palazzo Ducale di #Urbino e diventati poi icone delle #GalleriedegliUffizi come la #Venere di #Urbino di #Tiziano o il dittico di #PierodellaFrancesca. Il baby outfit di Vittoria è un “ungherina”, un abito tipico della prima infanzia, ma in versione luxury, in seta cremisi con ricami a taglio vivo, foderato di pelliccia di ermellino e rifinito con preziose passamanerie e ricami d’argento. La croce gemmata al petto, il garofano bianco in mano, i bracciali di corallo indossati in pendant con il collare del cagnolino: l’abito non fa il monaco? Forse no, ma di sicuro fa di Vittoria una piccola principessa!
E N G: She was known as “the young bride”! Scampering across the #BoboliGardens’ green meadows with her loyal dog would not be easy for Vittoria della Rovere. Little Vittoria in her ermine dress and with her pearl necklace on carries with herself all the burden of her dynastic position. Last heir of the Montefeltro’s Dukedom, at the age of three she was already betrothed to her cousin Ferdinando II de’ Medici. Sent in 1631 from the Ducal Palace of #Urbino to Florence, her precious dowry included some masterpieces which would later become #UffiziGalleries’ icons as the #Venus of #Urbino or the diptych by #PierodellaFrancesca. Vittoria’s baby outfit is a deluxe version of a typical children’s garment called “hongreline” in crimson silk and raw-cut embroidery, lined with ermine fur and embellished with silver trimmings. The gemmed cross on her breast, the white carnation in her hand, the coral bracelets matching with her dog’s collar: do the clothes make the man? Maybe not, but they make Vittoria a little princess!
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Vittoria della Rovere, Scuola fiorentina, 1624, #uffizifashion ...kids! La chiamavano la ‘sposina’! Scorrazzare per i verdi prati di #boboli con il fedele cagnolino non sarebbe stato facile per #vittoriadellarovere . Con il suo abito di ermellino e i

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@braccinocorto @feudalesimoeliberta #truestory

@plazaruizfernando 🎨

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#UffiziFashion. Lo stile è nel pensiero. Questo autoritratto del 1899 è l’esempio perfetto di come il costume riesca sovente a tradurre un’attitudine della mente. #GiuseppePellizza da #Volpedo, autore del #QuartoStato (1901), il famoso olio su tela del #MuseodelNovecento di Milano, diventato un manifesto di rivolta, si ritrae in questo autoritratto come un intellettuale antiborghese, senza cravatta e papillon, dichiarando il suo non allineamento alle convenzioni della classe del potere. In abito nero, lo sparato della camicia bianca disadorno, coperto dalla barba incolta, le mani in tasca ed una parete di libri sullo sfondo - come a prefigurare quello che sarà il costume esistenzialista del secondo dopoguerra. Sorprende sul lato sinistro del dipinto un teschio. Giuseppe morirà suicida a soli 40 anni. Identica sorte di un grande artista del Novecento, lo stilista #AlexanderMcQueen, morto suicida alla stessa età. La sua ossessione per i teschi, diventata poi un’inquietudine glamour del #FashionSystem, è stata la firma del suo genio creativo.
 ENG: Style is in thinking. This 1899 self-portrait is the perfect example of how fashion often succeeds in expressing the disposition of the mind. Author of “The Fourth Estate” (1901), the famous revolutionary  manifesto-painting currently preserved in the “Museo del Novecento” of Milan, Giuseppe Pellizza da Volpedo depicts himself in this self-portrait as an anti-bourgeois intellectual, with no necktie or dicky bow, thus declaring his dissent from the social conventions of the ruling class. In black suit, with a white plain shirt front covered by unshaven beard, hands in his pockets and a wall of books in the background, like a pioneer of the post-WWII existentialist style. What is surprising is the skull on the left side of the painting. Giuseppe commited suicide at age of 40 years - the same destiny of a 20th-century great artist, designer #AlexanderMcQueen, who killed himself at the same age and whose obsession with skulls has become a glam uneasiness of the #fashionsystem, as well as the stamp of his creative genius.
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#uffizifashion . Lo stile è nel pensiero. Questo autoritratto del 1899 è l’esempio perfetto di come il costume riesca sovente a tradurre un’attitudine della mente. #giuseppepellizza da #volpedo , autore del #quartostato (1901), il famoso olio su tela d

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@giuseppe_perrone80 💎

@gontijao @ggtorma olha isso garota

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 #Uffizifashion All his fault! He is the one who redesigned the hips of the #Venus by #Botticelli, put on a diet the shapely women by #Titian and made the women necks like those of a swan. Take it up with him! His name is Girolamo Francesco Maria Mazzola, known as #Parmigianino. He is the one who revolutionized the standards of feminine beauty affecting the modern-day female appearances on the catwalk: the so called mannequin. Reaching the feminine obsessions: tall and thin is beautiful. His silver Madonna with the Long Neck (1540), with her tapered fingers and thin feet, during pregnancy she did not gain weight at all! We are far from the Madonnas of Humility! His Virgin Mary is a divine, unnatural and ideal beauty that would make you jealous. But so much refinement and #elegance in drawing can only be forgiven!
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#uffizifashion All his fault! He is the one who redesigned the hips of the #venus by #botticelli , put on a diet the shapely women by #titian and made the women necks like those of a swan. Take it up with him! His name is Girolamo Francesco Maria Maz

#Uffizifashion All his fault! He is the one who redesigned the hips of the #Venus by #Botticelli, put on a diet the shapely women by #Titian and made the women necks like those of a swan. Take it up with him! His name is Girolamo Francesco Maria Mazzola, known as #Parmigianino. He is the one who revolutionized the standards of feminine beauty affecting the modern-day female appearances on the catwalk: the so called mannequin. Reaching the feminine obsessions: tall and thin is beautiful. His silver Madonna with the Long Neck (1540), with her tapered fingers and thin feet, during pregnancy she did not gain weight at all! We are far from the Madonnas of Humility! His Virgin Mary is a divine, unnatural and ideal beauty that would make you jealous. But so much refinement and #elegance in drawing can only be forgiven!
 I T A Tutta colpa sua!! È lui che ha ridisegnato i fianchi della #Venere di Botticelli, messo a dieta le morbide donne di #Tiziano e reso il collo delle donne più simile a quello di un cigno. Si chiama Girolamo Francesco Maria Mazzola, in arte #Parmigianino. È lui che ha rivoluzionato il canone di bellezza femminile fino a condizionare l’estetica delle donne in passerella ai giorni nostri: le cosiddette “mannequin”. Generando l’ossessione femminile alta&magra = bella, la sua argentea Madonna degli #Uffizi, detta dal #collolungo (1540c.), con le dita affusolate e i piedi sottili, non sembra aver affrontato una gravidanza! Siamo molto molto lontani dalle Madonne dell’Umiltà di pochi decenni prima. La sua Madonna è di una bellezza divina, ideale, innaturale, anche un po’ snob. Ma tanta raffinatezza ed #eleganza nel disegno non può che essere perdonata!
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@rhianastasia @implicatedisorder bilge!

@bigscarytiger @dandanmandolinman “the fallen Madonna with the big boobies”

David #Golia #beauty #malebeauty #plumage #Gucci
#Uffizi docet! Quanti David nella storia dell’Arte?! Più o meno biblici, come il #dandy in pelliccia di #GuidoReni (1605), esposto nelle sale dei caravaggeschi degli Uffizi. 
Il contrasto fra la nudità di un giovane corpo glabro e la pelliccia di felino voluttuosamente adagiata a scoprire la gamba destra e la sommità del torso è il #dresscode di questo dipinto.
David è un ragazzo dall’aria efebica, dal volto morbido, privo spigoli. La posa è caricata da un manto #animalier lascivamente poggiato sulla pelle diafana. Un incarnato lunare, giocato con abilità caravaggesca, come nella Vocazione di San Matteo di #Caravaggio, in San Luigi dei Francesi a Roma.
#Eros e #Thanatos: il dettaglio della piuma color ruggine sul cappello rosso con il cappio della corda in mano. La pelliccia ha una fodera blu cobalto dall’armatura spessa, simile ad un #denim, quella “tela genovese”, antenato del moderno #bluejeans. Rispetto alla variante del #Louvre dello stesso autore, il #David degli Uffizi guarda con fierezza la testa del Golia decollato. Citazioni ad arte #GucciFW18?
#Moda o #Arte?...
E N G: #UffiziGalleries rule! How many Davids in the history of Art?! More or less Biblical ones, like the #dandy in fur by Guido Reni (1605) on display in the Rooms dedicated to the followers of Caravaggio at the Uffizi.
The #dresscode of this painting is the contrast between the naked and hairless body of the boy and a feline #fur laid down voluptuously so as to uncover his right leg and chest.
David is an ephebic boy with a round and even face. He is portrayed in a sensual pose with a spotted fur on his pale skin: a lunar complexion rendered with Caravaggesque virtuosity like in “The Calling of St Matthew” by Caravaggio in Rome.
The young hero wears a red felt hat with a long rust-coloured feather. The fur coat has a cobalt blue lining with a thick textured armour, like a #denim, which derives from the Genoese fabric, ancestor of modern blue jeans. Compared to the Louvre's version by the same painter, our David proudly stares at the head of #Goliath. Inspiration for #GucciFW18?
Art or Fashion? #UffiziFashion
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David #golia #beauty #malebeauty #plumage #gucci #uffizi docet! Quanti David nella storia dell’Arte?! Più o meno biblici, come il #dandy in pelliccia di #guidoreni (1605), esposto nelle sale dei caravaggeschi degli Uffizi. Il contrasto fra la nudità

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@amore_arte_ 👏🏻

@annamariasaccomanno @uffizigalleries grazie della risposta articolata, ma diffido delle provocazioni, pur apprezzando le contaminazioni

#UffiziFashion Venom and Elegance…
Elisabetta Gonzaga’s portrait (1505c.) is one of the most enigmatic paintings of the Italian Renaissance. The mysterious Scorpion’s jewel on her forehead is the #coolest detail of this painting. The scorpion, symbol of death and resurrection, is the most fascinating sign of the Zodiac. It looks like a #tattoo on her forehead and expresses the strength and awareness of a learned and stylish woman, a leading light of the circle of #BaldassarreCastiglione, author of The Book of the Courtier. An allusion to her husband’s claimed sterility or maybe an invocation to heavenly forces? The scorpion is still a secret amulet. Recently attributed to #Raphael, the portrait gives the duchess a dark attitude. Borrowing a contemporary fashion slang, Elisabetta's style is #hippiegoth, a hybrid between the 1970s hippie style and the #Gothic aesthetics. The thin necklace without charms is super minimalist; the dress has an optical pattern, no brocades or floral decorations.
No flowers, please! A Black Duchess on the chessboard of Urbino.
I T A Veleno e raffinatezza…. Quello di Elisabetta di Gonzaga è uno dei ritratti più enigmatici del Rinascimento. Il misterioso scorpione gioiello sulla fronte è il dettaglio più #cool di questo dipinto: simbolo di morte e resurrezione, è l’animale più affascinante dello #zodiaco. Esibito sulla fronte come un #tattoo, esprime la forza e la consapevolezza di una donna colta, sofisticata, protagonista dei circoli letterari di #BaldassarreCastiglione, autore del Cortegiano. Probabile allusione alla sterilità del marito o invocazione delle forze celesti, lo #scorpione di Elisabetta è un talismano segreto. Il ritratto, attributo in tempi recenti a #Raffaello, conferisce alla duchessa un’attitudine un po’ #dark. In uno slang fashion, lo stile di Elisabetta può definirsi #hippiegoth: ibridazione fra stile hippie degli anni ‘70 ed elementi gotici, come lo scorpione gioiello appunto. Super minimal le catene finissime senza charms, senza fiori la corona della fronte e l’abito a motivi geometrici quasi optical, senza broccati e fantasie floreali. 
No Flowers, please! Duchessa di Quadri alla corte di Urbino.
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#uffizifashion Venom and Elegance… Elisabetta Gonzaga’s portrait (1505c.) is one of the most enigmatic paintings of the Italian Renaissance. The mysterious Scorpion’s jewel on her forehead is the #coolest detail of this painting. The scorpion, symbol

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@perez.pilarfernandez @chococrispi_rellenadecaramelo

@izmirliving 👍

Lorenzo Vaiani detto lo Sciorina, Eleonora di Toledo 1545c. #Uffizi
Sulla destra il velluto originale di manifattura fiorentina del 1550c. in mostra  agli #Uffizi fino al 23 settembre #IslameFirenze @bargellomuseums
#UffiziPeople “Che le sete siano vanto dell’arte fiorentina tra i popoli del #Mediterraneo lo capii anche dai nomi delle strade della città: via de’ Velluti, via dell’Arte della Lana, Corso Tintori… e dalle illustri famiglie che vi si dedicano: i Rucellai, i Pandolfini, gli Antinori… Già sete pregiatissime, velluti lucenti e morbidi, allucciolati e intagliati, broccati fitti di trame d’oro e d’argento risplendevano nelle dimore dei grandi principi d’Occidente e d’Oriente, ma lo sposo mio Cosimo, con l’imposizione di un dazio, ne decretò fortuna imperitura. Ecco che io qui indosso una delle magnificenze che dal Levante chiedono alle nostre botteghe: velluto in seta con trame preziose a rappresentare il frutto della melagrana che è arrivata dall’Oriente ad arricchire tavole, drappi e pitture”.
E N G “I realized that silk handcraft was so important in Florence when I saw the names of the streets: Velvets street, Wool Guild street… and the important families dealing with it: Rucellai, Pandolfini, Antinori… Refined silks, shiny and soft allucciolato velvets, brocades enriched with gold and silver weft, show off in princes’ abodes all around the Mediterranean Sea. My husband, Grand Duke Cosimo, made Florentine silks’ fortune everlasting thanks to a special tax aimed at safeguarding their trade. Here I am, wearing one of the exquisite fabrics that are so longed by Levantine kings: it is a silk velvet with precious metal threads featuring the pomegranate, the fruit coming from the East which now enriches our tables, our draperies and our paintings”.
The original fabric on the right of the pic is currently on view at the exhibit #IslamandFlorence until 23 September 2018.
#UffiziFashion #iMedici
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Lorenzo Vaiani detto lo Sciorina, Eleonora di Toledo 1545c. #uffizi Sulla destra il velluto originale di manifattura fiorentina del 1550c. in mostra agli #uffizi fino al 23 settembre #islamefirenze @bargellomuseums #uffizipeople “Che le sete siano v

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@liviolet_pearl Adoro questo quadro, lo vidi la prima volta ad otto anni, mi ricordo che c'era la passerella e io volevo stare lì, ad ammirare le perle e il velluto così realistiche ma il flusso dei visitatori mi spinse fuori dalla stanza. Per il resto del museo ho assillato i miei, volevo tornare indietro a vederlo ma era impossibile. Ma poi, negli anni mi sono rifatta eh, ci sono tornata ritornata e ci ritornerò😂😂

@la_loggia_firenze 👍🏼👍🏼👍🏼

#UffiziFashion: Let’s suppose that this image was the cover of a #FashionMagazine of the #MuseumofCostumeandFashion at #PittiPalace: discover #Art and #Fashion at the #UffiziGalleries! The dress of #EleanorofToledo, Cosimo de’ Medici’s wife, is a piece of #hautecouture realized by the #Silk Guild of Florence. It is a real flagship for the #MadeinFlorence as well as an evidence of the high-quality craftsmanship attained at the time of the Medici. The #shooting by #Bronzino depicts one of the most elegant women of the 16th century, a real style icon. Endowed with a stern and perfectly oval-shaped face, with her hair pulled back into a fishnet bonnet according to the contemporary Spanish fashion, Eleanor clearly shows her status by embodying the power of Spanish culture under King Charles V. The dress is embroidered with bouclé golden pomegranates on a white silk satin background embellished with black velvet arabesques.  As #jewelleries, pearls around her neck and an extraordinary diamond, perhaps a wedding gift from her husband. #Diamonds are a girl’s best friend!
ITA: Arte e moda nelle #GalleriedegliUffizi!  E se fosse la cover di un “Fashion Magazine ante litteram” per il #MuseodellaModaedelCostume di #Pitti? L’abito di Eleonora da Toledo, consorte di Cosimo de’ Medici, è un autentico pezzo di haute couture, firmato dalla manifattura fiorentina dell’Arte della #Seta. Un vero e proprio spot pubblicitario del Made in Florence e degli straordinari livelli di artigianalità della manifattura medicea. Lo shooting del Bronzino, sublime artista di corte, ritrae una delle donne più eleganti del ‘500, assoluta icona di #stile. Eleonora, dal volto austero e l’ovale perfetto, con i capelli raccolti in una cuffia a rete, secondo la moda ispanica del tempo, esprime tutta la forza del suo rango: la potenza della cultura spagnola sotto il dominio di #CarloV.  L’abito ha un fondo bianco in raso di seta con #pattern di ricami di melagrana in #broccato d’oro bouclé e arabeschi di velluto nero, con scollo a carré e ampie maniche a sbuffo. Jewellery: fili di perle e un gigantesco diamante al collo, forse dono di nozze del marito. “I #diamanti sono i migliori amici delle donne!”
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#uffizifashion : Let’s suppose that this image was the cover of a #fashionmagazine of the #museumofcostumeandfashion at #pittipalace : discover #art and #fashion at the #uffizigalleries ! The dress of #eleanoroftoledo , Cosimo de’ Medici’s wife, is a pie

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