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Benvenuti | Welcome #uffizi #pitti #boboli #vasariano #firenze
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Il cinghiale bianco non è solo il soggetto di un album del ’79 di #Battiato, ma una splendida copia romana in marmo di un originale ellenistico, che papa Pio IV nel 1560 donò a Cosimo I, durante la sua visita a Roma.  La scultura del II-I secolo a.C. rinvenuta nel 1556 alle pendici dell’Esquilino, oggi si trova alla fine del terzo corridoio di Ponente degli Uffizi, all’altezza del Laocoonte di Baccio Bandinelli. Cosimo II de' Medici ne commissionò una copia in bronzo a Pietro Tacca, il migliore allievo di Giambologna agli inizi del ‘600, dove i dettagli naturalistici restituiscono il mantello dell'animale. È il famoso “porcellino” della fontana situata a margine della loggia del Mercato Nuovo, il cui originale si trova oggi al museo Bardini! Simbolo di buon auspicio per chiunque giunga a Firenze!
I riti sono importanti, come ci ricorda il #PiccoloPrincipe di Saint-Exupéry! Se inserendo una monetina in bocca al Porcellino, dopo averne accarezzato il muso, la moneta cade entro le fessure della grata dove fluisce l'acqua, la fortuna sarà presto assicurata! Approfondimenti su https://www.uffizi.it/opere/cinghiale.
#JNArcheo #GiornateArcheologia
E N G: This boar is a splendid Roman copy in white marble after a Hellenistic original that Pope Pius IV donated to #Cosimo I de’Medici during his visit to Rome in 1560. The sculpture is from the 2nd-1st century BC and was discovered in 1556, at the foot of the Esquiline Hill. Today it is located at the end of the third corridor of the Uffizi, next to the Laocoön by Baccio Bandinelli. Cosimo II de'Medici commissioned a bronze copy from Pietro Tacca, Giambologna's best pupil at the beginning of the 1600s, where naturalistic details render even the animal's fur. It is the famous “Piglet” of the fountain located under the Loggia del Mercato Nuovo, near Ponte Vecchio. The original at Bardini museum!Symbol of good luck for anyone coming to Florence!
Rites are important, as The Little Prince by Saint-Exupéry reminds us! Put a coin into the Piglet’s mouth after having caressed its snout: if it falls through the grate by which the water flows away, you will soon have any luck! More info at https://www.uffizi.it/en/artworks/boa
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Il cinghiale bianco non è solo il soggetto di un album del ’79 di #battiato , ma una splendida copia romana in marmo di un originale ellenistico, che papa Pio IV nel 1560 donò a Cosimo I, durante la sua visita a Roma. La scultura del II-I secolo a.C.

Afrodite di Doidalsas, marmo italico, I sec. d.C. #Uffizi.
#Pensieridautore per le Giornate Europee dell'Archeologia (14-16 giugno 2019).
#Catullo - Carmina Catulli - Liber I – 5:
“Vivamus mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis!
soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.
dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum”.
#JNArcheo #GiornateArcheologia.
I T A : “Viviamo, Lesbia mia, e amiamoci,
e quello che dicono di noi i vecchi signori
consideriamolo meno di un soldo.
I soli possono tramontare e sorgere di nuovo ;
a noi, finita questa breve luce,
resta solo una notte eterna.
Dammi mille baci, poi cento,
poi ancora mille, poi di nuovo cento,
ancora altri mille e ancora cento,
quando arriveremo a migliaia di baci ,
li mescoleremo tutti insieme, perdendo il conto,
perché nessuno ci mandi il malocchio ,
sapendo il numero esatto dei nostri baci ”.
E N G: The European Days of Archaeology |14-16 June 2019: “Let us live, my Lesbia, and let us love,
and let us judge all the rumors of the old men
to be worth just one penny!
The suns are able to fall and rise:
When that brief light has fallen for us,
we must sleep a never ending night.
Give me a thousand kisses, then another hundred,
then another thousand, then a second hundred,
then yet another thousand more, then another hundred.
Then, when we have made many thousands,
we will mix them all up so that we don't know,
and so that no one can be jealous of us when he finds out
how many kisses we have shared.”
Catullus transl. by Rudy Negenborn
#AuthorsQuotes #tagsomeoneyoulove ️
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Afrodite di Doidalsas, marmo italico, I sec. d.C. #uffizi . #pensieridautore per le Giornate Europee dell'Archeologia (14-16 giugno 2019). #catullo - Carmina Catulli - Liber I – 5: “Vivamus mea Lesbia, atque amemus, rumoresque senum severiorum omnes u

Lo sapevate che…da oggi venerdì 14 giugno fino a domenica 16 giugno hanno inizio le Giornate Europee dell'Archeologia?
Prima di essere una collezione di pitture, gli Uffizi sono essenzialmente una Galleria di statue antiche. Basta entrare nel Museo percorrendo a piedi lo scalone lorenese: i busti e le sculture di marmo dei corridoi insieme ai soffitti a grottesca, su imitazione delle decorazioni parietali delle domus romane, raccontano il primato della scultura antica sulla pittura. Nel cinquecento, all’epoca della costituzione del corpus collezionistico da parte della famiglia Medici, la pittura era un’arte moderna e contemporanea rispetto alle collezioni di arte antica.
Come dice #NanniMoretti: “Le parole sono importanti!”. È proprio interrogando il significato delle parole che si comprende la natura delle cose. Gli Uffizi sono appunto la Galleria delle statue (prima!) e delle pitture (poi!).
Ab origine, sono un museo di archeologia, di scienza dell’antico, parola derivata dal greco ἀρχή «principio», «origine», da cui tutto ebbe inizio. Così come uno dei musei più belli al mondo. #JNArcheo #GiornateArcheologia.
E N G: Did you know that 14, 15 and 16 June are the European Archaeology Days?
Before being a collection of paintings, the Uffizi are essentially a Gallery of ancient statues. Just enter the museum by climbing the Lorrainese staircase: the busts and marble sculptures on the corridors together with the grotesque ceilings, on imitations of the Roman houses’ wall decorations, tell about the supremacy of ancient statuary over painting. In the 1500s, at the origin of the first nucleus of the Uffizi’s collection commissioned by the Medici family, painting was a modern and contemporary art if compared to ancient art collecting.
Words are important. It is precisely by unveiling the meaning of words that we understand the nature of things: the Uffizi are formally named as the “Gallery of the statues (first!) and of the paintings (later!)”.
Originally, they were a museum of ancient studies and archeology, a word deriving from the Greek word ἀρχή beginning, origin, from which it all began. As well as one of the most beautiful museums in the world.
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Lo sapevate che…da oggi venerdì 14 giugno fino a domenica 16 giugno hanno inizio le Giornate Europee dell'Archeologia? Prima di essere una collezione di pitture, gli Uffizi sono essenzialmente una Galleria di statue antiche. Basta entrare nel Museo p

Due occhi misteriosi, individuati a metà altezza della figura di Santa Caterina, ci guardano dalla Pala di Sant’Ambrogio di Sandro #Botticelli… Questa è una delle tante scoperte fatte con l’ampia campagna diagnostica effettuata dall’ 
#OpificiodellePietreDure. La pala fu dipinta intorno al 1470 ed è ritenuta la prima grande commissione di Botticelli allora 25enne. È una Madonna con Bambino e i ss. Maria Maddalena, Giovanni Battista, Francesco, Caterina d’Alessandria, Cosma e Damiano, in un’equilibrata architettura di ispirazione albertiana. Inginocchiati ai piedi della Vergine, Cosma e Damiano fanno pensare ad una commissione della famiglia Medici o dell’Arte di Medici e Speziali. Le indagini riflettografiche mostrano che l’artista rimaneggiò l’opera fino alle fasi più avanzate di realizzazione: i personaggi hanno cambiato posizione, 
una parte di pavimento fu sostituita dalla pedana su cui poggia il trono, e S. Caterina era forse in ginocchio, con il volto dove si trova adesso il grembo della santa. Nei prossimi giorni la pala tornerà visibile agli #Uffizi nella sala dedicata a Botticelli… e due occhi in più ci guarderanno 
https://www.uffizi.it/magazine/%2Frestauro-dipinto-giovanile-Botticelli-Uffizi
E N G  An important survey has revealed how young Botticelli worked. Painted around 1470 when the artist was only 25, the St.Ambrose Altarpiece has been recently studied and finally restored. Reflectographies show that the painter made important changes in its composition, both in the preparatory sketches over the panel and in the final painting. The figures changed their positions, the ground was partially covered with the footboard of the Virgin's throne, and St. Catherine was supposed to be on her knees rather than standing, as revealed by two eyes discernible over her dress: they are sketched under the painting's surface and are exactly the same eyes the Saint has in the final painted version. The composition is a classic Virgin with the Child and Saints: among them, on their knees on the foreground, are Sts. Cosmas and Damian, the patrons of the Medici, which hints that they allegedly commissioned the painting.
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Due occhi misteriosi, individuati a metà altezza della figura di Santa Caterina, ci guardano dalla Pala di Sant’Ambrogio di Sandro #botticelli … Questa è una delle tante scoperte fatte con l’ampia campagna diagnostica effettuata dall’ #opificiodellep

Aveva appena 18 anni Cosimo de’ Medici, quando nel 1537 assurse al ruolo di sovrano assoluto cui lo aveva destinato la situazione incerta del governo fiorentino. #NatoOggi 500 anni fa, il figlio di Giovanni dalle Bande Nere aveva carattere risoluto e volitivo e intelligenza pratica e prudente, doti apprezzate dai potenti d’Europa. L’imperatore Carlo V lo avrebbe confermato Duca, e papa Pio V, dopo l’annessione di Siena, lo nominò granduca. In 27 anni di governo (nel 1564 nominò il figlio Francesco principe reggente) Cosimo costruì il Ducato toscano, allargandone i confini, eliminando i nemici interni, creando una flotta e un nuovo ordine militare, organizzando un nuovo assetto amministrativo e burocratico che ebbe nella nuova fabbrica degli Uffizi la sua sede maestosa. Ma soprattutto seppe costruire il proprio prestigio servendosi dei suoi eccelsi artisti: #Vasari, Ammannati, Tribolo, #Cellini, Bandinelli, #Bronzino… architetti, pittori, scultori, orafi che seppero interpretarne gli intendimenti e tradurre in magnificenza e bellezza lo status del potere.
#12giugno #12June #CosimoI
E N G Cosimo de’Medici was just 18 years old when in 1537 he was chosen as ruler of Florence as a way out from the political crisis of the city’s government. Giovanni dalle Bande Nere's son, #BOTD 500 years ago, had a strong-willed nature as well as pragmatic and prudent mind, all qualities highly praised by the European rulers. In fact, Emperor Charles V confirmed him as Duke of Florence while Pope Pius V, after his conquest of Siena, appointed him as Grand Duke of Tuscany. In 27 years of government (in 1564 he appointed his son Francesco as Prince Regent) Cosimo settled the Duchy of Tuscany, widening its boundaries, getting rid of internal enemies, building up a fleet as well as a new military order, arranging a new administrative structure that had its sumptuous seat at the Uffizi. Above all he succeeded in augmenting his own prestige through excellent artists: Vasari, Ammannati, Tribolo, Cellini, Bandinelli, Bronzino... architects, painters, sculptors, goldsmiths who were able to interpret Cosimo’s wishes in order to transcode his status and power into magnificence and beauty
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Aveva appena 18 anni Cosimo de’ Medici, quando nel 1537 assurse al ruolo di sovrano assoluto cui lo aveva destinato la situazione incerta del governo fiorentino. #natooggi 500 anni fa, il figlio di Giovanni dalle Bande Nere aveva carattere risoluto e

#UffiziFashion.
Italy vs Spain. Who wins? Italian Lucrezia or Spanish Eleanor?  Whom do you prefer? 
Here Bronzino portrayed two women that unveil two different ways to be a first lady!
Lucrezia #Pucci, whose family name echoes a world-renowned fashion brand from Florence, is the bride of wealthy Florentine merchant Bartolomeo Panciatichi. In the 1541 portrait she wears a sumptuous plain red dress in silk with large puff sleeves. “Amour dure sans fin” (“Love lasts forever”) has been etched on black enamel on her necklace. It has to be read in circle as a sort of perpetual pledge of love. Realized in precious silk brocade, the dress of #Cosimo de’Medici’s wife #EleanorofToledo is a piece of #hautecouture realized in 1545 by the #Silk Guild, a flagship for the #MadeinFlorence. The Spanish-like dress’s stiffness hints at the ruling fashion during Charles V’s reign. Diamonds have always been a girl’s best friends, and Eleanor shows an extraordinary oversize one, perhaps a wedding gift from her husband.
I T A: Italia/Spagna chi vince? Chi preferite fra l’italiana Lucrezia e la spagnola Eleonora? Nell’atelier del #Bronzino due ritratti muliebri svelano due differenti modi di essere donna.
In attesa di scoprire la nuova mostra che inaugurerà domani #12giugno al #MuseodellaModaedelCostume in collaborazione con #PittiImmagine, torniamo quindi a parlare di moda…a modo nostro ;)
Lucrezia Pucci, nel cui cognome risuona quello di una storica maison di moda fiorentina, è la giovane sposa del ricchissimo mercante Bartolomeo Panciatichi. Nel ritratto (1541) indossa un magnifico abito di seta rosso, a tinta unita, con maniche a sbuffo. Porta con sé un collier con un’incisione a smalto e la scritta “Amore senza fine” da leggersi in modo circolare come un’infinita promessa. L’abito di Eleonora (1545) in pregiato broccato di seta è un autentico pezzo di haute couture, quasi uno spot dell’eccellenza della manifattura fiorentina. La rigidità del costume alla spagnola dichiara la moda imperante sotto Carlo V. Si sa! I diamanti sono da sempre i miglior amici delle donne, Eleonora ne mostra uno di dimensioni straordinarie, forse dono di nozze del marito, il grande Cosimo de’Medici.
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#uffizifashion . Italy vs Spain. Who wins? Italian Lucrezia or Spanish Eleanor? Whom do you prefer? Here Bronzino portrayed two women that unveil two different ways to be a first lady! Lucrezia #pucci , whose family name echoes a world-renowned fash

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 “Conoscete qualcuno più rock del nostro Caravaggio?”. Il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt lancia un travolgente appello a tutto il popolo del #rock. In occasione del festival “Firenze Rocks” in  programmazione dal 13 al 16 giugno alla Visarno Arena di Firenze, il Direttore ricorda a tutti gli amanti di  questo genere musicale che anche l’arte è rock! Tool, Ed Sheeran, Eddie Vedder, The Cure… sono tutti invitati, insieme ai loro fan, a venire a conoscere i capolavori degli Uffizi visti da una prospettiva insolita, sempre nuova, sempre “rivoluzionaria”. #UffiziRocks You ;) @firenze_rocks
@toolmusic
@teddysphotos
@thecure
@pearljam
@smashingpumpkins
@dreamtheaterofficial
@sum41
 @snowpatrol
 @editorsofficial
Music provided by Free Vibes: https://goo.gl/NkGhTg 
E N G  “Do you really know anyone who rocks more than our Caravaggio?”. Director of the Uffizi Galleries Eike Schmidt makes an ironic invitation to all the people of rock. On the occasion of “Firenze Rocks” music festival ongoing in Florence at the Visarno Arena from 13 to 16 June, the Director reminds all the fans of this musical genre that Art is rock too! Tool, Ed Sheeran, Eddie Vedder, The Cure…are all invited to come and see the Uffizi’s masterpieces under a new perspective, always new, always “revolutionary”. #UffiziRocks You All
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“Conoscete qualcuno più rock del nostro Caravaggio?”. Il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt lancia un travolgente appello a tutto il popolo del #rock . In occasione del festival “Firenze Rocks” in programmazione dal 13 al 16 giugno a

Il Giardino del Cavaliere è il punto più elevato del #GiardinodiBoboli; da qui la veduta spazia sullo stupendo panorama delle colline di Arcetri, naturale proseguimento del Giardino. Il Bastione del Cavaliere, costruito nel 1529 su progetto di #Michelangelo, ospitava un edificio dove aveva abitato il cavaliere Malatesta Baglioni, da cui prende il nome. Qui fin dal 1550 si coltivavano piante a scopo officinale, sostituite nel ‘600 dalla coltivazione di fiori rari, quando la terrazza fu trasformata in giardino segreto su disegno di Giulio Parigi. La vegetazione ha mutato forma nel corso dei secoli fino ad arrivare all’attuale impianto con disegno ortogonale. Lo scenografico ingresso al Giardino fu realizzato da Giuseppe del Rosso nel 1793: egli progettò una doppia rampa a tenaglia sormontata da un terrazzo circolare. Al centro, nella vasca ottagonale in marmo, fu innalzata una fontana, che reca in cima un putto marmoreo, mentre le scimmie bronzee che danno il nome alla fontana, poste ai piedi del fusto, furono realizzate da Pietro Tacca. Il Giardino del Cavaliere, per l’eccezionale posizione panoramica, è una delle zone di maggiore interesse del Giardino di Boboli.
E N G: The Knight’s Garden is the highest point of the #BoboliGardens, which overlooks the Arcetri hills, that is, the natural extension of the Gardens. Built in 1529 after a design by Michelangelo, the Rampart of the Knight housed a building where Knight Malatesta Baglioni lived in the 1500s and to whom the Garden owes its current name. Officinal herbs were cultivated here from 1550. In the 1600s, when the terrace was turned into a secret garden designed by Giulio Parigi, they were replaced by the cultivation of rare flowers. The Garden's spectacular entrance was realized by Giuseppe del Rosso in 1793. He designed a double-ramp staircase surmounted by a round terrace. In the centre, in the octagonal marble basin, a fountain was set, which bears a marble putto on top, while the bronze monkeys that give the fountain their name were realized by Pietro Tacca and placed at its bottom. Due to its extraordinary panoramic view, the Knight’s Garden is one of the most interesting areas of the Boboli Gardens.
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Il Giardino del Cavaliere è il punto più elevato del #giardinodiboboli ; da qui la veduta spazia sullo stupendo panorama delle colline di Arcetri, naturale proseguimento del Giardino. Il Bastione del Cavaliere, costruito nel 1529 su progetto di #miche

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Enrico Pollastrini, Nello alla tomba della Pia/Nello by the Pia’s burial 1851 #GAM #PalazzoPitti
Deh, quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato de la lunga via,
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma.
#DanteAlighieri, Purgatorio V, 130-136
#PiadeTolomei #PensieridAutore #AuthorsQuotes
A 19th century novel tells the story of Pia de’ Tolomei, mentioned by #DanteAlighieri in his Divine Comedy: “Do thou remember me who am the Pia; Siena made me, unmade me Maremma; He knoweth it, who had encircled first, Espousing me, my finger with his gem”.
Pia, from the Tolomei family of Siena, married Nello dei Pannocchieschi, captain of the #Guelphs since 1284 and governor of Volterra and Lucca. Nello owned Castel di Pietra in Maremma, where he locked up his wife Pia in 1297, because of an insane and unjustified jealousy. There she died for sorrow or maybe by the hand of her husband . Nello realized too late she was innocent and faithful.
This #drama was very popular in the 19th century: it has been transmitted orally and written down in 1848 by Bartolomeo Sestini; it inspired an #opera by Gaetano Donizetti (1837) and a lot of artworks. #PiadeTolomei
“Qui la sua Pia riconosciuta avea
ricoperta di terra insino al mento
morte nel volto suo bella parea,
e lui che stava a seppellirla intento,
quasi rapito dalla vaga idea,
ove un gemino sol vedeasi spento,
le caste membra avea coperte, e il viso
di offender colle zolle era indeciso.
Ella giacea, qual mandorlo fiorito
nell'anno giovinetto in riva all'acque;
venne la piena, e ruinando il lito,
sull'arenoso letto il tronco giacque;
lo sbarbicato ceppo è seppellito
dal fango, e il fusto che si schietto nacque
sol fuor sovrastan le ramose spoglie
mostrando aridi fior, squallide foglie”.
Bartolomeo Sestini, Pia de’ Tolomei 1848
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Enrico Pollastrini, Nello alla tomba della Pia/Nello by the Pia’s burial 1851 #gam #palazzopitti "Deh, quando tu sarai tornato al mondo, e riposato de la lunga via", seguitò 'l terzo spirito al secondo, "Ricorditi di me, che son la Pia; Siena mi fé,

#Uffizi4everyone 
Lo sfondo dell’Allegoria Sacra di #GiovanniBellini evoca il ricordo di un incontro e di un viaggio che è anche crescita: “Non c’è nulla di esotico nello scenario dipinto al di là del lago. Se c’è un luogo estraneo, “diverso”, è proprio la terrazza. Ma è qui che si gioca il passaggio dalla non comunicazione alla comunicazione. Anch’io non comunicavo però mi portavo dentro una forza: l’incontro con mio marito. Il nostro è stato un viaggio fatto di tanti sacrifici, con lui sono cresciuta. Non ho mai smesso di studiare, di “chiedere conoscenza” come si dice in arabo. Lo studente è “colui che chiede”. Strada facendo ho riscoperto qualcosa che mio padre mi aveva insegnato: l’importanza di tenere la porta aperta. È così che sono diventata mediatrice. Facilitare l’incontro, la relazione, lo scambio è diventata la mia professione. Come l’acqua limpida e tranquilla di questo lago, che ha la funzione di tramite cromatico tra la terrazza e la riva opposta, porta alle rocce a picco sull’acqua, al villaggio, al castello che torreggia sul bosco fitto” Samira Lahhane
Guarda leggi e ascolta #FabbrichediStorie www.uffizi.it
E N G  The background of the Holy Allegory by Giovanni Bellini evokes the memory of a meeting and a journey that is also growth: “There is nothing exotic in the scene painted on the other side of the lake. If there is such a thing as an extraneous, “different” place, it is the terrace. However, this is where the passage from non-communication to communication is played out. I didn’t use to communicate, but I had a power inside: my meeting with my husband. Our journey was made of many sacrifices and I grew with him. I never stopped studying, “asking knowledge”, as we say in Arabic. The student is the “one who asks.” I rediscovered something my father had taught me: the importance of keeping doors open. And so I became a mediator. Facilitating meetings, relationships and exchanges became my profession. Like the clear, peaceful water of this lake, which is a chromatic link between the terrace and the bank on the opposite side, leading to the sheer rocks over the water, to the village and the castle towering over the dense woods”
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#uffizi4everyone Lo sfondo dell’Allegoria Sacra di #giovannibellini evoca il ricordo di un incontro e di un viaggio che è anche crescita: “Non c’è nulla di esotico nello scenario dipinto al di là del lago. Se c’è un luogo estraneo, “diverso”, è prop

Diego Velázquez (attr.), Ritratto equestre di Filippo IV di Spagna, #GalleriaPalatina Palazzo Pitti
Questo dipinto è identificato con quello di mano di #DiegoVelázquez (#NatoOggi nel 1599) inviato nell’estate del 1635 a Firenze dal conte Olivares, Primo Ministro del Re di Spagna, per servire da modello a #PietroTacca nell’esecuzione del monumento equestre di Filippo IV (1634-40) a Madrid. Il dipinto rimase in casa dello scultore e in seguito gli eredi del Tacca lo donarono al Granduca che lo collocò in uno degli ambienti privati della reggia di Pitti. Con un profondo senso di devozione nei confronti del sovrano, Velázquez era entrato alla corte di Filippo IV rivestendo il ruolo di pittore reale e vi rimase per il resto della vita. Eseguì numerosi ritratti del sovrano, spesso in abiti da caccia e a cavallo, sempre con pose colte nella loro immediatezza e quotidianità. In questo dipinto il Re veste un'armatura da giostra priva dei cosciali ed un cappello piumato. Sull'armatura è legata trasversalmente una stola rossa. È l’unico ritratto in cui il Re è ripreso di profilo.
E N G  This painting is likely to be executed by Diego Velázquez (#BOTD 1599) in the summer of 1635. It was sent to Florence by Count Olivares, Prime Minister of the King of Spain. It was used as a model by sculptor Pietro Tacca, who was commissioned to realize the King's equestrian monument between 1634 and 1640. The painting remained in the sculptor's house and later Tacca’s heirs donated it to the Grand Duke though the date and the occasion are not documented. The painting was destined to furnish one of the private rooms in #PittiPalace. Velázquez had entered the court of King Philip IV as Royal painter and there remained for the rest of his life, for a profound sense of devotion to the King. He portrayed the King on informal occasions, often in hunting clothes and on horseback, always in natural poses. In this painting the King wears a jousting armour with no leg loops and a plumed hat. A red stole is on the armour. It is the only portrait of the King taken up in his profile.
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Diego Velázquez (attr.), Ritratto equestre di Filippo IV di Spagna, #galleriapalatina Palazzo Pitti Questo dipinto è identificato con quello di mano di #diegovelázquez (#natooggi nel 1599) inviato nell’estate del 1635 a Firenze dal conte Olivares, Pr

“Cosimo I prende possesso della città di Siena”, arazzo in lana e seta su disegno di Agostino Melissi, 1666-68, #GalleriedegliUffizi.
Nella Sala Bianca di #PalazzoPitti apre oggi al pubblico la mostra “Una biografia tessuta. Gli arazzi in onore di Cosimo I”: a 500 anni dalla nascita del primo #Granduca Medici, le Gallerie degli Uffizi gli rendono omaggio esponendo nove maestosi arazzi che raccontano i momenti salienti della sua vicenda politica. Fu proprio Cosimo I nel 1545 a fondare l’arazzeria fiorentina che operò per oltre due secoli. Tra 1653 e 1668 Ferdinando II volle rendergli omaggio facendo realizzare per la Sala dell’Udienza Segreta (l’attuale Sala di Saturno in Galleria Palatina) una serie di arazzi sui momenti salienti del governo di Cosimo I, a partire dalla sua elezione a “Capo Primario della città di Firenze e suo dominio” da parte del Senato fiorentino. Uno di questi arazzi rappresenta la conquista di Siena nell’aprile 1555, impresa che consolidò il potere di Cosimo. Nel febbraio 1688 sei dei nove arazzi in lana, seta e filaticcio erano già appesi in questa sala “Nella quinta camera che segue con la finestra sulla Piazza: serve per Audienza Segreta di S.A.S. detta la Camera di Saturno”.
E N G: Today in the White Hall of #PittiPalace “Weaving a biography. The tapestries in honour of Cosimo I exhibition opens to visitors: 500 years after the birth of the first #Medici Grand Duke, the Uffizi Galleries pay their tribute by displaying nine imposing tapestries focusing on his political life’s highlights. It was Cosimo I who founded, in 1545, the Tapestry Factory in Florence, which kept its production on for over two centuries. Between 1653 and 1668 Ferdinand II wished to pay homage to him by commissioning a series of tapestries on the peak of Cosimo I's government, starting from his election as Chief of the city of Florence and its domains by the Florentine Senate. One of these tapestries features the conquest of Siena in April 1555, a feat that strengthened Cosimo's rule. In February 1688, six of the nine tapestries in wool, silk and filoselle already hung in the Audience Chamber currently known as Room of Saturn in Palatine Gallery.
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“Cosimo I prende possesso della città di Siena”, arazzo in lana e seta su disegno di Agostino Melissi, 1666-68, #galleriedegliuffizi . Nella Sala Bianca di #palazzopitti apre oggi al pubblico la mostra “Una biografia tessuta. Gli arazzi in onore di Co